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Giovedì, 06 Giugno 2013 08:26

Ciliegie, che passione! Scopriamo il frutto principe di giugno

La stagione calda fa capolino e, finalmente, arrivano le ciliegie uno tra i frutti più amati di questo periodo dell’anno. Originaria dell’Asia Occidentale e introdotta migliaia di anni fa da Lucullo, si diffonde capillarmente nel nostro territorio solo un paio di secoli fa.

Forse non tutti sanno che la pianta di ciliegio (Prunus avium) fa parte della famiglia delle Rosacee, la stessa a cui appartengono le rose. Da questa specie nascono le ciliegie dolci, sia quelle a polpa tenera (tenerine) che quelle a polpa dura (duracine). Viceversa le amarene e le amarasche nascono sul Prunus Cerasus e, nonostante non siano particolarmente apprezzate fresche, vengono impiegate soprattutto per produrre sciroppi, marmellate e liquori tra i quali i maggiormente riconosciuti sono il maraschino e il cherry brandy.

Frutto non solo delizioso ma anche ricco di proprietà e dietetico

La polpa carnosa e il sapore zuccherino di questo frutto viene decantato già dai Greci che lo soprannominarono il “Frutto del Paradiso” per la sua irresistibilità. La produzione italiana è una delle maggiori a livello mondiale e vanta moltissime varietà diverse classificate in due famiglie: duracine e tenerine. Le ciliegie duracine (duroni) hanno una polpa croccante e dura e sono riconoscibili dal colore rosso nerastro o bianco; le tenerine, invece, hanno polpa succosa e morbida e si presentano con un caratteristico colore nero o rosso.

Comprare le ciliegie: impariamo a riconoscerle

Le ciliegie non sono tutte uguali! Ne esistono varietà presenti nel mercato già da metà maggio e altre, invece, compariranno solo a giugno inoltrato. In generale, trattandosi di un frutto molto delicato, acquistandole bisogna prestare attenzione che non siano rovinate o ammaccate: il peduncolo deve essere preferibilmente attaccato al frutto e ancora fresco.

Sui banchi dei mercati ortofrutticoli troveremo principalmente cinque tipi di ciliegia:

  • Bigarreau: varietà tenerina raccolta da metà maggio all’inizio di giugno;
  • Duroni: sono le ciliegie, rinomate, di Vignola (Modena); dal colore rosso intenso o nero, di grande dimensione, molto dolci sono raccolte principalmente nel mese di Giugno;
  • Anella: polpa succosa e croccante e da un colore rosso scuro, raccolta il mese di giugno;
  • Ferrovia: diffuse in Puglia, hanno una polpa molto succosa e croccante e sono disponibili l’intero mese di Giugno;
  • Marca: sono le più tardive (giugno-luglio) e si caratterizzano per un colore rossastro su uno sfondo giallino; vengono utilizzate soprattutto per la produzione di conserve come le ciliegie sotto spirito e sciroppate.

Proprietà e caratteristiche nutritive

Le principali proprietà terapeutiche di questo frutto sono strettamente legate alla presenza di fibre, potassio, calcio, fosforo, fruttosio, tannini e vitamine.

Secondo uno studio condotto dal Western Human Nutrition Research Center di Davis, in California, le ciliegie hanno un'azione antinfiammatoria delle articolazioni e antidolorifica grazie al loro contenuto di antociani (da cui deriva il caratteristico colore rosso), efficaci antiossidanti che combattono il dolore e le infiammazioni. La presenza di flavonoidi ne fanno un valido alleato nella lotta ai radicali liberi e alla prevenzione di malattie cardiovascolari. L’acido in esse contenuto - malico per la precisione - favorisce la digestione degli zuccheri e l’attività del fegato con effetti depurativi e drenanti sull’organismo.
Le ciliegie, inoltre, proteggono il cavo orale per la presenza di metalli preziosissimi quali zinco, rame e cobalto, che svolgono una naturale funzione antibatterica.

Ciliegie in cucina

Le ciliegie, come abbiamo visto, sono un preziosissimo frutto ottimo da mangiare fresco al “naturale” o in aggiunta a macedonie o gelati. Per le sue proprietà può essere scelto anche durante le diete ipocaloriche e non è controindicato per i diabetici. Alcune di queste varietà diventano un ottimo ingrediente per moltissime ricette soprattutto marmellate, dolci, torte, succhi, mostarde, ma anche vini e acqueviti. Un particolare utilizzo lo vede accompagnare anche piatti di selvaggina per le sue note acidule e dolciastre che contrastano il sapore forte di questo tipo di carni.

Alcuni dei nostri agriturismo propongono questo particolare abbinamento nei loro menu stagionali!

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