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Uova sode in cottura: come non rompere il guscio con un trucco

Un semplice trucco di fisica domestica per evitare uno spiacevole e frequente inconveniente: la rottura del guscio delle uova sode durante la cottura. Assai spesso, la fisica insegna, la soluzione di un problema, sia di poca entità sia di enormi proporzioni, risiede in una piccola “trovata”; aggiungere, sottrarre, mescolare, modificare leggermente non di rado sono azioni che fanno la differenza, anche notevole.

“Il battito di ali di una farfalla in Texas può provocare un uragano dall’altra parte del globo”.

L’effetto Butterfly contenuto nella Teoria del Caos, è l’esempio più illustre di questo, forse poco comprensibile, assunto. Ma torniamo a noi, anzi all’uovo. Per evitare che il guscio delle uova si rompa durante la cottura è necessario aggiungere all’acqua una grande quantità di sale grosso. E perché mai proprio il sale da cucina? Questione di fisica o meglio di densità, che della scienza fisica è una delle sette grandezze principali.

Mettiamo in cottura l’uovo per farlo diventare sodo:

Procediamo con ordine, dunque.
L’uovo nella sua parte interna presenta una elevata concentrazione di acqua, tale per cui la sua densità non è da questa troppo diversa. Esternamente invece il guscio, che contiene anche una grande quantità di sali minerali, si presenta più pesante. Nell’insieme, quindi, l’uovo pesa più dell’acqua e, quando immerso in questa sostanza, tende a posizionarsi nel fondo. Durante la cottura dell’uovo sodo le bolle fungono da forza agente sull’uovo che, non avendo densità propria sufficiente ad opporsi, si metterà in moto in modo molto, troppo, caotico. È in questa fase che si verifica una serie infinita di urti uovo-recipiente che portano alla rottura del suo guscio e la conseguente fuoriuscita del materiale edibile. Aggiungendo abbondante sale da cucina all’acqua nel pentolino, si creerà una soluzione più densa di quella originaria (solo acqua), che potrà raggiungere quella di un uovo medio.

Quindi durante la cottura per effetto congiunto delle due forze uguali, quella del proprio peso che agisce verso il basso e quella dovuta alla spinta di Archimede, in senso opposto (Principio di Archimede: “un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato”), tenderà a rimanere sospeso, galleggiando nel liquido, senza rompersi.

Rimanendo in tema, chiudiamo con un consiglio: quando cuociamo la pasta, mettiamo il sale da cucina solo a fase di ebollizione iniziata. La soluzione acqua-sale ha una temperatura di ebollizione più elevata di quella della sola acqua e quindi mettendo il sale da subito ci vorrà più tempo per . . . mangiare. Per scoprire altre notizie curiose e strane visitate il sito www.losapevateche.com

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